Chiesa Madre S. G. Battista

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Il pensiero mensile del Parroco

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CONTEMPLIAMO PER AMARE
 
Carissimi fratelli e sorelle, in questo mese  la Chiesa celebra la Solennità del S. Cuore di Gesù: un Mistero stupendo che, straordinariamente, collega la più alta teologia alla più diffusa pietà popolare, la più ampia grandezza all’intimità più personale. Ciascuno di noi trova in quel Cuore la sintesi, la personificazione, la sorgente della propria vita; trova il rifugio nell’incomprensione, la saldezza nella prova… Ciascuno trova la misura dell’amore: l’Amore con il quale quel Cuore - secondo l’espressione con cui Egli stesso si rivela a Santa Margherita Maria Alacoque - «ha tanto amato il mondo»!
È il Mistero del Cuore di Cristo, trafitto perché amante: che si offre, che esce fuori di Sé, che si supera; che va oltre ogni offesa, ma anche oltre ogni tornaconto personale. Che va oltre ogni sentimento:  quanto è importante capire questo! E’ importante per i giovani, per gli sposi, per i consacrati, per i presbiteri… sì, amare è più che sentire!
Senza il Mistero del Cuore di Gesù, il nostro Dio non sarebbe comprensibile. Anzi e, noi non potremmo, nel senso più pregnante del termine, «conoscere» Dio. È il Suo Cuore che parla al nostro cuore.
«Tutto è compiuto» (Gv 19,30). Il Vangelo di Giovanni mette queste parole in bocca a Gesù : sono le Sue ultime parole, che Egli pronuncia prima di quel colpo di lancia con il quale il Suo stesso Cuore si rivelerà. Perché tutto si compia, potremmo dire, l’amore di quel Cuore deve essere riversato completamente nel mondo; non solo: in un certo senso, deve essere reso visibile.
«Guarderanno a Colui che hanno trafitto» (Gv 19,37, cfr Zc 12,10), dice l’antica profezia di Zaccaria che l’evangelista richiama. E il termine greco “orào”, che traduce il verbo guardare, nel Vangelo non si riferisce esclusivamente allo sguardo del corpo, ma dice anche esperienza, percezione, visione… contemplazione! La tenerezza di Dio, con la Sua Parola, ci aiuta così ad entrare nel  mistero di Dio-Amore.“Guardare”: il Mistero del S. Cuore, deve essere contemplato. Giovanni è l’evangelista che ci dona questa indicazione sul Calvario;  Giovanni, non lo dimentichiamo, è colui che, per così dire, era entrato in anticipo in quel Cuore, Lo aveva ascoltato e vi aveva poggiato il suo capo, nell’Ultima Cena. Ora, è lì sotto la Croce, quell’apostolo, solo lui, e non perde di vista il Cuore del Maestro, il Cuore del Figlio di Dio. Continua a seguirlo con gli occhi, quasi a volerne ancora di più penetrare il Mistero...
Quanto è importante che la contemplazione sgorghi dall’ascolto! Quanto è necessaria la Parola di Dio per nutrire la nostra preghiera! E quanta adorazione del Suo Cuore è racchiusa nel nostro cuore, quando esso diventa docile ad ogni Parola che esce dalla bocca del Signore!
In Giovanni, la Tradizione vede l’icona della verginità e della contemplazione; quell’interiorità che non solo guarda “dal di dentro” del proprio cuore, ma sa guardarvi anche “dentro”. Dentro il Cuore di Cristo: e, perciò, dentro il cuore dell’uomo.
Sì, è dall’interiorità che nascono: la carità, la compassione  , un supplemento di occhi, uno sguardo più intenso, una penetrazione più efficace del mistero di Dio e anche del mistero dell’uomo.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Giugno 2010 09:35  

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